La fata e la principessina

  • Scritto da Giovanna Esse il 15/06/2022 - 12:00
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Premessa. Voglio avvertire chi potrebbe ritenere deludenti le prime pagine di questo racconto che, nonostante tutto, questo è un racconto erotico, a tratti anche molto esplicito ed eccitante. Però a me piace creare atmosfere, oltre al semplice descrivere glia atti dei personaggi, quindi, vi prego, un po’ di pazienza e vi prometto che non vi deluderò.

Un’altra cosa, questa storia trae origine da fatti realmente accaduti, dei quali ho raccolto testimonianza diretta dai protagonisti. Buona lettura. GiovannaxVoi.

Titolo originale. La fata di ferro. © - Giovanna Esse 2014 - 2022

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Questa è una storia vera, interpretata con un pizzico di fantasia. Un grazie particolare alla Principessa delicata che ha voluto donarci la sua esperienza giovanile nel mondo delle favole erotiche.

C’era una volta… una giovane principessa, il suo nome era Alba. Un giorno il re e la regina, suoi genitori, decisero che il piccolo reame, che il buon Dio aveva riservato loro, era troppo angusto, che il denaro per una coppia reale non basta mai e che oltre il bosco, purtroppo lontano, esistevano altri reami … tutti più ricchi, più sontuosi e più alla moda. In quei luoghi, di sicuro, avrebbero potuto valorizzare la loro nobile discendenza, intrattenere rapporti ed amicizie con famiglie e nobili casate che avrebbero addotto prestigio alla propria ed in ultimo, magari, avrebbero potuto trovare quella fonte, che tutti cerchiamo ma che alla fine nessuno riesce a trovare: la Fonte dell’eterna giovinezza. Come si sa, però, dall’altra parte di un bosco tenebroso, ci si può trovare di tutto; forse è per questo che in fondo ognuno intraprende lo stesso viaggio con la speranza di essere speciale. E così fecero i bagagli e partirono, insieme alle persone care e alla principessa Alba, la loro diletta figliola.

Dopo alcuni giorni però il viaggio si dimostrò faticoso e pieno di insidie. I boschi sono sempre misteriosi ed intricati: di giorno i giochi di luce e d’ombra sono forieri di illusioni, ma di notte possono facilmente popolarsi di fantasmi e demoni. Le illusioni, però, non sono abbastanza potenti da permettere ai coraggiosi viandanti di superare, poi, le ardue prove che li aspettano e i fantasmi li spaventano, facendogli così perdere l’orientamento e la sicurezza in se stessi. Impressionata allora da tante peripezie inattese, la regina si preoccupò per la piccola principessa. Così si ricordò che tanto tempo prima, ella aveva conosciuto una fata molto speciale. Non che si fidasse ciecamente di lei, ma in fondo lo sanno tutti che le fate, come le sirene, sono frutto delle nostre speranze e della nostra fantasia, quindi bisognava fare di necessità virtù. Ma, come dicevo, il bosco è insidioso e confonde il viandante mentre la paura, spesso, fa compiere delle scelte frettolose… La regina. così, chiamò a sè la piccola Alba e le disse:

  • Tesoro mio, il nostro viaggio è più complicato di quanto ci auguravamo, ma ormai, lo vedi tu stessa, tutt’intorno a noi si è complicato: le piante sono diventate un groviglio inestricabile e i sentieri complicati e insidiosi. Siamo partiti dai declivi ma ora siamo circondati da orridi e burroni; la luce non filtra più gioiosa dalle alte fronde verdeggianti, spesso lasciando il posto a periodi di buio, umido e freddo. Non voglio che tu soffra per le difficoltà che stiamo incontrando; nel bosco ci sono mille sentieri, molti sono impraticabili, altri sono ingannevoli, e altri ancora non portano da nessuna parte ma io spero che presto imboccheremo la giusta via e rivedremo la luce del sole. La principessa pendeva dalle labbra della mamma anche perché, essendo giovane, non si rendeva del tutto conto delle ragioni e delle scuse imbastite da questa. Per lei la felicità era stare insieme alla sua mamma e al suo papà … il suo mondo finiva lì e quella sarebbe potuta essere, per lei, l’unica misura della sua gioia… ma i ragazzi, lo sappiamo tutti, non capiscono niente del complicato mondo dei grandi.

La regina continuò il suo discorso:

  • Faremo così! Mentre noi cerchiamo di uscire da questa situazione, tu ci attenderai a casa di una fata che ho conosciuto tanto tempo fa, una vecchia e cara amica. Vieni, ricordo ancora dove inizia il sentiero che porta alla sua casetta ospitale. – e prendendola per mano la condusse in una radura, non troppo lontano.
  • Ecco – disse la regina e indicò col dito un vialetto incantevole – guarda attentamente. Quello è il sentiero che porta da lei. Non ti puoi sbagliare, all’ingresso c’è quell’insegna infissa sul palo, la vedi? – Alba aguzzò la vista ed effettivamente vide un paletto sul bordo della via, con un piccolo cartello fatto con la corteccia di un albero secolare. La principessina annuì e la regina continuò:
  • Ecco vai pure da lei e affidati alla sua ospitalità. Ogni sera ci ritroveremo qui, in questa radura, fino a quando non avremo trovato la nostra strada e potremo di nuovo dedicarci a te come meriti. Si baciarono e si abbracciarono e Alba, non senza un pizzico di apprensione, vide la mamma perdersi tra le fronde. La nostalgia durò solo un attimo… poi con la curiosità tipica dei ragazzi, si affrettò lungo il sentiero sormontato dall’antico cartello. Sul legno si leggeva a stento l'epigramma che il tempo aveva scolorito:

Qui abita la Fata di Ferro. Lei ama tutti e nessuno. Lei sfida la vita, ma la teme. Quando gioisce … fa male. Non è una vera Fata, ma neppure può dirsi una vera Strega.

Le lettere, sbiadite, un tempo vergate con il colore del sangue arrugginito, fecero un certo effetto sulla piccola principessa ma visto che non le poteva capire, decise di incamminarsi per il sentiero, che ad ogni passo si arricchiva di fiori, colori e profumi di Guerlain.

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