Miss Katie & Mr. Henry: crossdress

  • Scritto da Giovanna Esse il 19/01/2020 - 19:44
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E quasi un anno che Katie condivide l’appartamento con il gentleman Henry.
Come ogni giorno, la mattina si ritrovano per la rituale colazione.
Tra i due non ci sono convenevoli né convenzioni. Condividono amichevolmente l’appartamento, ma vivono in camere separate.
La cucina, invece, è uno degli ambienti in comune che, con molto rispetto, adoperano secondo le proprie esigenza; spesso insieme… come ad esempio, proprio per la prima colazione.
Anche quel giorno tutto era immutato, si sorridevano, sorbivano il loro te, mentre lui sfogliava tranquillo il quotidiano sul Tablet e lei gironzola per il Blog, poi controlla gli ordini a Magazzino, tastando il sul Mac Book; dopo, come era divenuta consuetudine, s’incrociano nell’ingresso.
Si squadrano attentamente un po’ per apprezzare il loro gusto e le scelte appropriate per quella giornata… un po’ per controllare che il loro rispettivo aspetto fosse ineccepibile.
Come ogni mattina, miss Katie annoda, con un classico Windsor, l’elegante cravatta dell’uomo, mentre quest’ultimo si occupa poi di allestire un sobrio fiocco alla camicetta della signora.
Dall’ampia finestra dell’atrio il sole rischiara il voto delicato di miss Katie, mentre lei si gode la vista del suo elegante convivente. Henry, infatti, indossa un completo maschile blu scuro, col panciotto in tinta, camicia azzurra col collo francese; per la cravatta ha scelto un modello dal pattern Paisley, operata in toni blu e, per finire, un delicato fazzoletto da taschino, in tinta ma più chiaro, che spezza la sobrietà dell’insieme.
Ancora una volta, Katie, col suo delicato sorriso si compiace dello stile di Henry.
- E ora di andare, mia cara… - disse lui, quasi a malincuore.
- Certamente, - rispose lei, consapevole, - a che ora pensate di rientrare, stasera?
- Dovrei essere a casa per le 18, credo.
- Farò del mio meglio per esserci anch’io, - gli disse con un sorriso incantevole. – Buona giornata!
Henry si avvicinò e le diede il dolcissimo bacio che lei si aspettava… la donna si lasciò inebriare dal profumo intenso dell’uomo: CK One.

 

Mr. Henry prese il cappotto e uscì. Katie, ora da sola, si dedicò velocemente a rassettare la cucina, poi corse in camera. Sotto alla camicetta indossò una gonna tradizionale, leggermente svasata e le calze velate che le accarezzavano le gambe lisce e tornite. Prese dal mobile delle “pumps” col tacco 10; poi corse allo specchio per rifinire il trucco, si passò un rossetto sulle labbra, maliziosamente rosso, poi controllò gli occhi, per essere sicura che non mostrassero lo stress della strepitosa serata, passata col suo compagno.
Per finire indosso due braccialetti, che amava molto, e gli orecchini sottili.
Mentre si recava al lavoro, riandò con la mente ai bei momenti della sera e le guance si accesero di un timido rossore.
Ricordò di come Henry si fosse messe comodo e avesse allentato il nodo della sua cravatta. Nel loro speciale dress-code, aveva un significato preciso; non c’era violenza nel loro essere master e slave, ma il segnale di comando veniva data in maniera soft, elegante ma eccitantissima.
- Mr. Henry desiderate che io vi aiuti a rilassarvi un po’?
La risposta di lui fu un “sì” grato e soddisfatto, e lei continuò: - Desiderate una mia “fellatio”?
- Oh, sì mia cara non chiederei di meglio…
Katie si avvicinò al suo gentlemen, si inginocchiò cortese, mentre Henry faceva finta di niente, tenendo un libro aperto tra le dita. Katie sapeva che il suo uomo aveva bel altri interessi in quel momento, con delicata maestria, gli sbottonò la patta lentamente, lasciò sgusciare la “lumachina” dai boxer di cotone, e iniziò a baciare e leccare il membro con delicatezza.
Quando da parte di Henry arrivarono i primi segnali di risposta, Katie, con su lieve risucchio, se lo trasse in bocca, gustandone il calore e la morbidezza saporita.
Sotto le narici aveva il pelo umido che le portava tracce del suo profumo, mentre il pene in bocca le offriva la estasiante emozione di qualcosa che, letteralmente, ti cresce in bocca.
Henry stava perdendo la compostezza; stese le gambe ai lati della sua donna inginocchiata, orante, e la prese per i capelli, tirandola leggermente a favore del cazzo.
Grazie al gioco delle sue labbra e all’esperto pompare, l’affare di Henry sie ra fatto lungo e duro, svettando verso l’alto, tant’è che Katie doveva faticare per inghiottirlo tutto, assoggettando il collo ai moti del suo amato.
L’uomo non diceva nulla ma gemeva delicatamente; si stava godendo ogni istante di quella dolce pratica. Sentiva il corpicino delizioso della sua donna, la sua testa impegnata ad andare su e giù per pompare con decisione al solo scopo di dargli piacere e relax, dopo una giornata di impegni e di lavoro.
Sentiva tintinnare le sue perle, che scandivano il sapiente pompare della sua lei, soggetta e felice, tutta dedita al suo benessere e alla soddisfazione dei suoi desideri sessuali.
Per vari minuti, nel rilassante salotto, sotto le luci soffuse, la coppia perfetta si esibì in quella fellatio piena di piaceri.
Senza ostacolare mai il suo desiderio, Katie assecondava il lasciarsi andare di Henry, che adesso aveva lasciato cadere il libro, rilassato sulla poltrona preferita, distese tutte le gambe, mentre il suo cazzo diventava duro come pietra, sotto lo sfregare delle labbra della signora. Katie sapeva che Henry sarebbe venuto a breve; adesso non si preoccupava più degli sbaffi di rossetto, che tracciavano striature sul pene, né di trattenersi dal succhiare con amore e violenza, preda, a sua volta, di una potente voluttà. L’attesa del seme la rendeva furiosa, voleva dargli il massimo piacere e raggiunse la felicità quando lo sentì esplodere.
Henry quasi strillo di piacere mentre le stringeva la testa in un impeto animalesco, quasi cattivo, ma Katie non aveva certo intenzione di sfuggire a quella “innaffiatura”. Il seme caldissimo le invase la bocca; Henry la tirò a sé affinché non si allontanasse dal suo bastone… e Katie bevve il succo, fino all’ultima goccia, tossendo delicatamente, soffocando nello sperma, ma senza emettere un solo lamento. Era felice e goduriosa di aver soddisfatto il gentleman.
Quando, molti minuti dopo, Henry perse il suo impeto, Katie, con la lingua, ripulì accuratamente tutto il glande, mentre il pene diventava un po’ più floscio. Raccolse con lo stesso metodo qualche gocciolina che aveva imperlato lo scroto.
Poi, senza una parola, richiuse il pantalone, e risistemò il colletto del suo amato.
Katie raggiunse la sua Boutique con il solito anticipo.
Amava camminare, fasciata dalla gonna, col passo svelto e cadenzato dal rumore dei tacchi. In poco più di dieci minuti giunse a destinazione. Era da sola, aprì per controllare che tutto fosse in ordine, poi accese la postazione nel piccolo office, per controllare gli ordini onLine.
A momenti sarebbe arrivata anche Lisa, la sua commessa, per occuparsi di riordinare per essere pronte ad accogliere la clientela.
Prese un Pocket Coffee dalla boule dei bonbons, il gustò del caffè forte le dava la carica, al mattino.

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