Sortilegi Pagano - Cristiani

  • Scritto da Giovanna Esse il 05/07/2020 - 12:00
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STREGONERIA IBRIDA di G. Esse e Pakal

Prefazione

Giovanna Esse, nata a Capri nello stridore di luci ed ombre, paesaggi violenti, tramonti mozzafiato; tra la ressa turistica incontenibile del giorno e il silenzio pieno di misteri della notte.

Pakal, curioso annusatore e segugio di ogni disciplina seppur insoddisfatto da tutte; ri-scopritore della vera natura umana, unica origine dell’assurdo e altalenante cammino, di un’evoluzione che, al contempo distrugge; incapace di stare di fronte ai propri disastri, infantili ma maligni.

Il connubio perfetto per pubblicare, con la dovuta incertezza, quest’insieme di formule antiche; queste litanie di passate credenze; l’inguaribile speranza dell’uomo di porre rimedio alle sue catastrofi, grazie all’ausilio di una “terza parte”, invisibile e assente da migliaia di anni.

Ma...

come i simboli delle note di un antico canto perduto, le credenze, le litanie, gli scongiuri, si frammistano alla segreta, quasi perduta, capacità di entrare in contatto col trascendente, questo grazie all’unico, meraviglioso strumento, vilipeso e calpestato da due millenni: il sacro femminino.

È nelle donne infatti, anche se solo in alcune, le più sensibili, le più misteriche, che la Litania, la Formula, lo Scongiuro, riecheggiano e rimbombano e, in casi speciali, possono provocare quella magica risonanza, che spazia nell’infinito, prende forza e ritorna, per donare alla preghiera la sua mistica efficacia.

Perché definiamo Pagano-Cristiano, mescolando un dualismo che sembra inaccettabile?

Semplice: perché sin dalla sua nascita la Chiesa ufficiale finge di chiudere il portone ai millenari rituali che si perdono nella notte dei tempi, per poi riaprire uno spiraglio segreto e ipocrita nei meandri più oscuri di alcune sue Congregazioni. Essa combatte, con alterna violenza, la femmina fino a perseguitarla e metterla al rogo, ma si serve, celatamente, delle “risonanze” delle donne di Fede, per provare a ottenere i reali favori del Divino.

Esorcismo

Quello che segue non è l’Esorcismo Solenne che può farsi solo con l’autorizzazione di un vescovo; è quello semplice, composto da papa Leone XIII, che può recitare fruttuosamente ogni fedele.

L’esistenza del demonio non è una favola; la sacra scrittura ce ne parla con abbondanza ammonendoci che il diavolo è sempre occupato a danneggiare il genere umano, sia sul piano fisico che in quello spirituale: persecuzioni, tentazioni, discordie, scandali e anche offese fisiche provengono spesso dal maligno. Solo la potenza di Dio ci può liberare dalla persecuzione nefasta.

Nota: quando la persona che legge l’esorcismo trova scritto il segno più si deve segnare con la croce e lo stesso devono fare i presenti, senza pronunciare alcuna parola.

Formula

Nel nome del padre e del figlio e dello spirito Santo. Invocazione a San Michele Arcangelo:

Gloriosissimo principe della milizia celeste, Arcangelo San Michele, difendici nella battaglia contro tutte le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Vieni

in aiuto degli uomini creati da Dio a sua immagine somiglianza e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio.

Tu sei venerato dalla Chiesa quale suo custode e patrono, e a te il signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Prega dunque, il Dio della pace a tenere schiacciato Satana, affinché non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e danneggiare la Chiesa. Presenta all’altissimo con le tue le nostre preghiere, perché scendano presto su di lui le sue divine misericordie, e tu possa incatenare il dragone, il serpente antico, Satana, e incatenato ricacciando negli abissi, donde non possa più sedurre le anime.

Amen

Esorcismo II

In nome di Gesù Cristo, nostro Dio e Signore, e per intercessione della immacolata vergine Maria, madre di Dio, di San Michele Arcangelo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e di tutti i santi, fiduciosi intraprendiamo la battaglia contro gli attacchi e le insidie del demonio.

Salmo: sorga Dio, i suoi nemici si disperdano  e fuggono davanti a lui quelli che lo odiano. Come si disperse il fumo, tu li disperdi; come fonte la cera di fronte al fuoco  periscano gli empi davanti a Dio.

-Ecco la croce del Signore. Fuggite potenze nemiche.

-Vinse il Leone della tribù di Giuda (Gesù Cristo), il discendente di David.

  • Sia sempre con noi la tua misericordia.

-In te abbiamo sperato.

Lui ti imponiamo di fuggire, spirito immondo, potenza satanica, invasione del nemico infernale, con tutte le sue legioni, riunioni e sette diaboliche, in nome potere del nostro Signore Gesù  Cristo: sii sradicato dalla Chiesa di Dio, allontanate dalle anime riscattate dal prezioso sangue del divino agnello.

 D’ora innanzi non ardire, perfido serpente, di ingannare il genere umano, di perseguitare la Chiesa di Dio, e di scuotere e crivellare, come frumento, gli eletti di Dio.

 Te lo comanda l’altissimo Dio, al quale, nella tua grande superbia, presumi essere simile.

Te lo comanda Dio padre  ; te lo comanda di un figlio  ; te lo comanda Dio spirito Santo 

Te lo comanda il Cristo, verbo eterno di Dio fatto carne  che, per la salvezza della nostra razza perduta dalla tua gelosia, si è umiliato e fatto obbediente fino alla morte; che edificò la sua Chiesa sulla ferma pietra, di Pietro, assicurando che le forze dell’inferno non avrebbero mai prevalso contro di essa e che sarebbe con essa restato per sempre fino alla consumazione dei secoli.

 Te lo comanda il segno sacro della croce  e il potere di tutti i misteri di nostra fede cristiana.

Te lo comanda l’eccelsa madre di Dio, la vergine Maria  , che dal primo istante della sua Immacolata concezione, per sua umiltà, ha schiacciato la tua testa orgogliosa.

Te lo comanda la fede dei santi Pietro e Paolo  e degli altri apostoli.

Te lo comanda il sangue dei martiri e la potente intercessione di tutti i santi e le sante 

Dunque dragone maledetto, e tutta la legione diabolica, lui ti scongiuriamo per il Dio  vivo, per il Dio  vero, per il Dio  santo; per il Dio che tanto ha amato il mondo da sacrificare per esso il suo unigenito figlio, affinché, chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Cessa di ingannare le umane creature e di propinare loro il veleno della dannazione eterna; cessa di nuocere alla chiesa e di mettere lacci alla sua libertà.

Vattene, Satana, inventore e maestro di ogni inganno, nemico della salvezza dell’uomo. Cede il posto a Cristo, sul quale nessun potere hanno avuto le tue arti; cede il posto alla chiesa: una, Santa, cattolica apostolica, che lo stesso Cristo conquistò col suo sangue.

Umiliati sotto con la potente mano di Dio, trema e fuggi all’invocazione che noi facciamo del Santo e terribile nome di quel Gesù che fa tremare l’inferno, a cui le virtù dei civili, le potenze e le dominazioni sono sottomesse, che i cherubini e serafini lodano incessantemente, dicendo:

Santo, santo, santo è il signore Dio dell’universo.

-Ho Signore ascolta la mia preghiera.

-E il mio grido giunga te.

Orazione.

O Dio del cielo, Dio della terra, Dio degli angeli, dio degli arcangeli, dio dei patriarchi, dio dei profeti, dio degli apostoli, dio dei martiri, dio dei confessori, dio delle vergini, Dio che ha il potere di donare la vita dopo la morte e il riposo dopo la fatica, giacché non vi è altro Dio fuori di te, né ve ne può essere se non tu.

Creatore eterno di tutte le cose visibili e invisibili, il cui regno non avrà fine; umilmente supplichiamo la tua gloriosa maestà a volerci liberare da ogni tirannia,

laccio, inganno e infestazione degli spiriti infernali, e a mantenerci sempre incolumi. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

  • Liberaci, o Signore, dalle insidie del demonio.

Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

  • Affinché la tua chiesa sia libera nel tuo servizio.

Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

-affinché ti degni di umiliare i nemici della Santa Chiesa.

Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Nota: questa preghiera va recitata in stato di grazia.

Litanie e Scongiuri

L’era dei computer, la tecnologia, il moderno WattsApp, non ci salvano da un male antico e inestirpabile: l’invidia. Purtroppo ci sono persone che proprio non sopportano il successo, ma anche la semplice felicità dell’altro, ci soffrono, ci rimuginano sopra con malizia, fino ad indirizzare uno sguardo pieno di cattiveria verso un amico, un conoscente e, a volte, contro la sua famiglia, i suoi cari.

Il malocchio è il più diffuso degli antichi riti a sfavore e contrari alle altre persone. Il malocchio, spesso, viene lanciato oggi anche in maniera inconsapevole; le nostre nonne, i nostri avi, ben conoscevano la potenza “magnetica” dello sguardo che viene dall’anima e, a seconda dei casi, se ne servivano per tentare di colpire

oppure si difendevano da tale iattura, con formule e riti. Antichissime manifestazioni di spiritualità che spesso si perdono nel passato più remoto, superando la storia e spesso la stessa religione.

La propiziazione, il malocchio, le fatture, l’astrologia, eccetera, sono tutte manifestazioni di quella parte Spirituale ed eterna che accompagna l’uomo dalle origini, contrariamente alle religioni, che sono manifestazioni prettamente sociali e indissolubilmente legate alla storia politica del periodo cui sono collegate.

A volte siamo colpiti da una forma subdola e ovattata di mal di testa, inspiegabile da un punto di vista clinico, eppur fastidioso. In passato e, perché no, anche oggi ci sono persone che credono nel malocchio e tentano di combatterlo con degli antichi rituali. Eccovi una formula antica e funzionale contro questo fastidioso malanno:

Il praticante segnerà per tre volte con la croce e si porrà alle spalle del consultante; successivamente inizierà a recitare una “formuletta” a bassa voce, mentre con il dito pollice minima dei segni di croce sulla fronte e sulle tempie della persona che sta aiutando.

Lunedì Santo

martedì Santo

mercoledì Santo

giovedì Santo

venerdì Santo

sabato santo

domenica di Pasqua:

in nome della Santissima Trinità

se è malocchio deve passa!

Ripetere l’operazione almeno per tre volte. Mentre si procede, sia il consultante che il praticante potrebbero avvertire stanchezza, confusione mentale e lacrimare o sbadigliare ripetutamente. Questi sono segnali fisici che avvalorano la presenza effettiva di un artificio.

Simbolicamente, si procederà a fingere di tirare dei ciuffetti di capelli del consultante e di fare il gesto di lanciarli verso il pavimento: questo simbolismo sciamanico è legato al tentativo di estirpare ed allontanare il male. La pratica si può ripetere dopo un paio di ore, se necessario.

Rituale per liberare dai vermi i bambini.

Questa formula è funzionale anche per i classici mal di pancia dell’infanzia. I “vermi” si incantano e vengono espulsi rapidamente con le feci e il bambino guarisce.

Anche questa formula va recitata per tre volte di seguito, toccando il pancino del piccolo e, alla fine di ogni sequenza, si esegue il solito gesto di passare la mano sull’addome, raccogliendo i vermi tra le dita e lanciandoli verso il pavimento.

Lunedì Santo

martedì Santo

mercoledì Santo

giovedì Santo

venerdì Santo

sabato santo

domenica di Pasqua:

ogni verme in terra casca.

(Poi si recede, forma magica assai diffusa ed efficace)

sabato santo,

venerdì Santo,

giovedì Santo,

mercoledì Santo,

martedì Santo,

lunedì Santo,

domenica di Pasqua: ogni verme in terra casca.

Procedere, intanto, con la raccolta ideale dei vermi e lanciandoli verso il pavimento.

Questa formula è adatta e adoperata per molti malanni di dubbia patologia ma che, nella realtà, infastidiscono e fiaccano la nostra salute e la nostra pace.

Si reciterà allo stesso modo l’orazione, percorrendo per tre volte i giorni della settimana, in andata e il ritorno, aggiungendo alla fine: domeniche Pasqua ogni malanno in terra casca, e imporre le mani per estirpare e allontanare il male.

Ecco alcune delle filastrocche rituali recitate dalle “vecchiette” del passato e tramandate dalle mamme di tutti i tempi. Misteriosamente, sono cambiati gli dei, i santi e interi sistemi religiosi ma, dalla notte dei tempi queste formulette, recitate con devozione, con apprensione e col desiderio effettivo di ottenere la guarigione, restano patrimonio ancestrale, a volte segreto, della cultura viva di ogni paese, generazione, colore della pelle. Probabilmente, come dimostra nei fatti, l’uomo crede fermamente e rimette tutte le sue speranze in uno strumento potentissimo che noi chiamiamo Fede. La vera Fede nasce nello Spirito dell’uomo e si rivolge direttamente allo Spirito dell’Universo, è un’esigenza primaria, inspiegabile ma viva. Sono le religioni ad essersi impadronite di questa forza spirituale per tentare di ottenere a volte il meglio e a volte il peggio dall’umanità.

Contro i malanni, Orazioni

San Martino da Roma veniva

tutto bagnato che forte pioveva,

andava dicendo l’Ave Maria.

Arrivò a una casa nuova,

il marito voleva e la moglie non voleva:

pesce cotto si mangiò

sotto l’acqua e sopra sarmenti

fa passare questo dolore di…

Contro i malanni, seconda orazione

Quando Cristo camminava

12 apostoli portava,

un uomo dabbene,

una donna cattiva.

Acqua sotto e sopra sarmenti

passa tutto il male…

Contro i malanni, terza orazione

Gesù Cristo a Roma veniva

e dalla taverna alloggiava

spina di pesce deve mangiare,

fuoco spento per riscaldare:

che questo male di…

Ti possa passare!

Contro la Narcatura e le Fatture semplici

(Probabilmente il vocabolo ha origine dal greco narcos, da cui derivano anche, narcosi, narcolessia, significa assolvimento, intorpidimento della sensibilità, sonnolenza a volte, ittero).

Procedura.

Procurarsi un’accetta di ferro, col manico di legno, abbastanza piccola. Fare tre volte il segno della croce con la destra, impugnando l’accetta per la parte alta del manico, toccando con il pollice anche il ferro. Sempre tenendola con la destra, segnare delicatamente tre croci sull’addome, tre croci sul petto e tre croci sulla fronte del consultante.

Mentre il ferro sfiora il corpo della persona recitare la formula:

Ferro che da Venezia venisti

passasti dentro l’acqua

e non ti bagnasti;

passasti dentro al fuoco

e non ti bruciasti.

In nome della Santissima Trinità,

intendo incantare e spezzare:

fatture, punture e specialmente le narcature.

L’orazione contro la narcatura deve essere preceduta e accompagnata dal segno della croce, da farsi per tre volte; la stessa formula va completamente ripetuta per tre volte.

Questa operazione si può ripetere dopo tre giorni.

Rituale del piattino contro il malocchio, versione integrale.

Procurarsi un piatto fondo completamente bianco, tipo quelli dei ristoranti, e tenere a portata di mano:

una bottiglia d’acqua, una tazzina d’olio d’oliva, vari stracci puliti.

Eseguire questo rito sempre all’esterno della casa, o in campagna, presso uno scarico d’acqua, che va da disperdersi, o sul terrazzo presso lo scarico. L’acqua, dopo l’operazione va gettata nello sciacquone, oppure raccolta in un bacile e poi gettata dopo: mai nella campagna coltivata o sul pavimento di un appartamento.

Gli stracci serviranno a pulire le mani e il piatto perfettamente; dopo vanno gettati nella spazzatura o bruciati.

Il consultante è seduto, l’operatore si porrà in piedi alle sue spalle. Entrambi iniziano il rito facendosi tre volte il segno della croce.

Versare un poco d’acqua, a temperatura ambiente, nel piatto pulito, segnare tre croci con il dito pollice, sul piatto.

Portare il piatto sopra la testa del consultante, usare la mano destra e, delicatamente, formare tre croci al di sopra della testa.

Posare il piatto su un tavolo. Bagnare l’indice della mano destra nell’olio, poi, ponendo il dito a breve distanza, lasciar cadere non meno di tre gocce d’olio ma nemmeno più di sette, sulla superficie dell’acqua. Quindi osservare attentamente la reazione che l’olio procurerà sull’acqua.

Mentre si lasciano cadere le gocce d’olio recitare questa formula a voce molto bassa:

“Uocchie ‘e maluocchie ‘e curnicelle all’uocchie:

schiatta l’invidia e crepa all’uocchie.

In nome della Sanissima Trinità,

si è ‘un maluocchio, fallo squaglià!”

Se il consultante non è sotto l’influsso del malocchio, le gocce d’olio resteranno compatte e isolate, come appena cadute. Se, al contrario, le gocce si espandono e tendono ad allargarsi, come a formare un “panno”sulla superficie dell’acqua, il malocchio è in atto; più velocemente si allargano le gocce più il malocchio è potente ed è stato formulato da persone assai vicine, compresi i parenti più stretti.

Quando si presenta il malocchio, le operazioni effettuate in precedenza vanno ripetute più volte, ricordandosi ogni volta di gettare l’acqua in uno scarico diretto e di pulire accuratamente le mani e il piatto; meglio se lavato con una goccia di sapone e asciugato rapidamente.

Operazione da effettuare con cura e coscienza.

Purtroppo la carica malefica degli “occhi”è tanto potente da risultare contagiosa e creare fastidi a chiunque viene in contatto con i residui dell’operazione.

Una volta riscontrato il malocchio, se al secondo tentativo l’olio si espande ancora rapidamente sull’acqua, da quel momento bisognerà intervenire con l’ausilio di una forbice: aprire la forbice, inserire le punte nell’acqua del piattino e tagliare tutte le gocce che si sono allargate, pronunciando ancora la formula sopra riportata.

Ripetere alcune volte l’operazione, sperando e pregando che il malocchio sia scongiurato. Continuare finché non si avverte un piccolo cambiamento nell’atteggiamento del consultante: un sorriso, un po’ di ilarità, anche un minimo di noia per la procedura. A questo punto fermarsi e tentare l’operazione dopo tre giorni.

Nota importante: sebbene risulterà doloroso, è giusto sapere che malocchio e fatture, invidia e cattivi pensieri possono arrivarci spesso dai familiari, persino fratelli e sorelle dello stesso sangue. Quando l’influsso negativo proviene da consanguinei contro natura, genitori (soprattutto la madre) verso un proprio figlio, oppure un figlio contro i genitori, non vi può essere sciagura più grave ed è raro che questi espedienti, di tipo ingenuo e, potremmo dire, caserecci, possano ottenere i risultati sperati.

Rituale della Chiave

Il rituale della chiave è assai antico, sicuramente precedente al periodo medievale. Serve ad ottenere risposte decise: si, no, impossibile rispondere. Esso è molto semplice ma va effettuato tramite l’ausilio da una persona estremamente sensibile, dotata e ben disposta verso le credenze spiritiche. Un miscredente non potrà ottenere risultati soddisfacenti. Occludere la mente riguardo all’esistenza e al potere dello Spirito, ovviamente, non ci permette di chiederne poi l’ausilio.

Procuratevi una grossa chiave, di quelle antiche dei portoni, con l’anello e il dente, alla fine. Ponetevi di fronte al consultante e, tenendo entrambi i vostri indici puntati verso l’alto, appoggiatevi sopra la chiave dalla parte dell’occhiello, in modo che i due lati poggino comodamente sui polpastrelli. Alla chiave, agganciata sul dente, avrete appeso una calzatura, possibilmente femminile.

Prima di iniziare l’operazione farsi tre volte il segno della croce e, una volta che la chiave è ben sistemata sui polpastrelli, dire:

In nome di San Giovanni, aiutaci a conoscere la verità.

Il consultante a questo punto dovrà compiere una domanda precisa alla quale la risposta può essere solamente si o no. Per esempio, “durante l’anno farò un viaggio all’estero”? A questo punto restare immobili e concentrati, in totale silenzio e non sussultare o sobbalzare se, a un certo punto, osserverete la chiave girare su se stessa.

Rimanete immobili e concentrati fino a quando la chiave, gravata dal peso della scarpa, cadrà per terra, naturalmente.

Se la chiave, prima di cadere, ha girato in senso orario (come le lancette dell’orologio) la risposta è: sì, positiva; in caso contrario, cioè se la chiave ha girato in senso anti-orario, la risposta è no, negativa.

La chiave che non compie alcun movimento è insignificante ma se tentenna tra le due dita, tende a spostarsi ma non in maniera tanto decisa da poter determinare, prima il senso del giro e poi la caduta per terra, la risposta sarà: incertezza. Vuol dire che alla domanda non è ancora possibile dare una risposta definitiva; che gli eventi non sono ancora maturi. È possibile ripetere l’operazione dopo alcuni giorni.

Il momento più propizio per la divinazione è il periodo della Luna nuova, dopo le ore 21, e comunque durante la notte.

Ogni riferimento a persone, cose o istituzioni realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

© - Giovanna Esse, 2020

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